giovedì 19 ottobre 2017

Murales come scrigni per le farlalle di Mantra



Lo street artist francese Mantra nell'ultimo anno si è dedicato alle farfalle.



In questa nuova serie di murales ha trasformato le facciate di edifici commerciali e residenziali in teche per esporre queste magnifiche creature dai colori sgargianti e dalla delicata bellezza.



Sono animali che sovente, come ragni, gufi e uccelli, ritroviamo nei lavori di Mantra.
L'artista ne spiegò il motivo alcuni mesi fa in una intervista:"... Tutta la fauna e la flora sono davvero speciali per me. Quando ero bambino uscivo di casa ogni volta che potevo. Mi sentivo al sicuro in un luogo naturale e selvaggio. Il mio percorso preferito era andare nella foresta, al lago, essere a contatto con la natura, piuttosto che sul campo da calcio. Rane, gufi, volpi, rettili... erano i miei super eroi."



La passione infantile è rimasta immutata e grazie al suo indiscutibile talento, dopo un percorso di nove anni, ci sta regalando dei capolavori.



I suoi murales, come una sorta di trompe l'oeil hanno abbellito con farfalle giganti, i muri di Spagna, Austria, Francia e Bogotà.



Suggerisco una visita, oltre che su Instagram anche su Facebook per visionare molti altri suoi lavori.

Ne rimarrete affascinati!

martedì 17 ottobre 2017

Evoluzione delle parrucche barocche in carta bianca di Asya Kozina e Dmitriy Kosin



L'artista della carta Asya Kozina abbiamo già avuto modo di conoscerla per i "Costumi folcloristici mongoli" e per le acconciature o meglio parrucche in "Stile Barocco".



E appunto questa serie iniziata nel 2015, ha avuto un seguito inaspettato in quanto l'artista, coadiuvata da Dmitriy Kosin col quale ha fondato l'Art Group, si è focalizzata sull'esplorazione delle sculture di carta bianca con inserti contemporanei.



Così le decadenti parrucche delle epoche barocca e rococò rappresentanti gli ideali del lusso e della bellezza nei secoli XVII e XVIII, sono ora ornate da grattacieli, aerei e ruote dei treni.



Sono di una bellezza unica! La maestria degli artisti nell'usare la carta come mezzo espressivo è ineguagliabile dato che non c'è solo un accurato lavoro di taglio, ma un gusto elegante e raffinato nella composizione dell'insieme.



Nel sito del duo creativo si legge: "La carta bianca è versatile e viene utilizzata non solo come strumento, ma anche come un concetto che aiuta a esprimere il processo storico in modo simbolico. Le immagini delle culture mongole, africane, scytiche, veneziane, barocche e art nouveau sono facilmente riconoscibili, contemporaneamente metaforiche. Una parafrasi di appropriazione moderna della storia come un insieme di eventi cancellati delle antiche epoche, ma spesso piene di emozioni contemporanee. Gli artisti hanno lasciato la superficie di carta vuota per essere divorata dalla percezione dello spettatore".



E' possibile guardare e ammirare molti più lavori di Asya e Dmitriy sia in dimensioni normali sia le miniature, su Instagram e Behance.

sabato 14 ottobre 2017

"Patisserie" la serie golosa in vetro e porcellana di Shayna Leib



Guardando questa immagine viene l'acquolina in bocca, tutte quelle delizie esposte in bell'ordine, sembra quasi di sentirne il sublime profumo...



Ma devo deludere gli estimatori del genere come me, questi deliziosi dessert non sono commestibili, sono di vetro!



Purtroppo è vero! Sono opera della fantastica artista del vetro, Shayna Leib.
Come tutti profondamente attratta dalla seducente passione dei dolci, a differenza di tanti, l'artista ha un problema che le vieta di mangiarli.



È stato proprio questo motivo che l'ha spinta verso il desiderio di lavorare con l'irraggiungibile, per ricreare ciò che le è stato vietato.



La stessa Leib ci parla della serie Patisserie: "Questo corpo di lavoro è iniziato come esercizio terapeutico nella decostruzione e rielaborazione della mente per guardare il dessert come forma piuttosto che come cibo. Presto è diventato un enigma tecnico, e sono diventata una tassidermista alimentare dei pasticcini francesi."



Per dare a queste sublimi dessert la lucentezza naturale, l'artista combina elementi di porcellana e vetro, utilizzando molte tecniche di lavorazione con entrambi i materiali e ottenendo quindi la qualità iperrealistica in ogni finto dessert.



Come una vera pasticciera francese la Leib arrotola, smalta, tagliata, producendo le varie parti che compongono ogni creazione.



Il lavoro non è semplice, d'altronde l'alta pasticceria richiede tanto talento, e lo stesso lo esprime l'artista che utilizza vetro macinato, fusioni a caldo, getti e persino dei tubi analoghi a quelli utilizzati in pasticceria proprio per mantenere l'aspetto dei suoi dessert il più vicino possibile alla realtà.



Si possono vedere molte altre sue dolci imitazioni sul suo sito web, Instagram e Facebook.

giovedì 12 ottobre 2017

Nuove illustrazione editoriali di carta di Eiko Ojala



A prima vista sembra che l'affermato illustratore e grafico estone Eiko Ojala abbia un approccio minimalista nel suo lavoro con la carta.



Di fatto, il suo stile distintivo coinvolge sia visivamente che concettualmente per come unisce sagome e ombre, profondità e colore.



I suoi lavori, che sono una miscela illustrativa con il design grafico, lo hanno portato ad affermarsi nel campo editoriale,



infatti i suoi lavori si possono vedere sui principali quotidiani e riviste, tra cui il New York Times, The Washington Post, Wired e New Scientist.



Vivendo tra Estonia e Nuova Zelanda, Ojala lavora soprattutto col digitale e disegna tutto a mano.



Ama studiare le forme delle figure e lavorare a stretto contatto con la luce e l'ombra combinando la sagacia con un pizzico di spirito.



Questa è solo una piccola raccolta dei lavori di questo, a ben ragione, rinomato illustratore, ma suggerisco di andare su Behance per vederne ed apprezzarne molti altri.

martedì 10 ottobre 2017

Ingegneria della carta nei lavori di Benja Harney e del suo studio Paperform



Il designer australiano Benja Harney si definisce un ingegnere della carta e possiamo facilmente intuire il perché osservando la complessità dei suoi lavori.



Armato di colla, con la carta crea grandi installazioni o piccole scene.



Le sue creazioni fresche e originali lo hanno portato a collaborazioni creative con marchi, negozi e gallerie d'arte.
Il suo studio, Paperform, sembra avere una creatività infinita, e la raffinatezza delle creazioni sono una dichiarata passione per questo materiale.



Benja Harney è un pioniere nel suo campo e come si legge nel suo nuovo sito, con la carta lui e il suo studio spaziano tra libri pop-up, sculture di carta, installazioni, illustrazioni, imballaggi, arte, moda, animazione, set design.



Una scelta vastissima in cui mettere in primo piano la carta, che come afferma l'artista, è così umile da lavorare, ma lo ispira e lo sfida ogni volta che si siede al suo tavolo da lavoro.



Come creativo, artista ed educatore professionale, negli ultimi 12 anni Harney ha guidato il suo studio per sviluppare un corpo di lavoro che va oltre alle possibilità del supporto cartaceo.



È possibile scoprire molti altri lavori di Harney e del suo studio Paperform su Instagram.

sabato 7 ottobre 2017

Illustrazioni in bianco e nero per raccontare e salvare il mondo naturale di Zoe Keller



Zoe Keller crea illustrazioni tratte dal mondo naturale. Nei suoi disegni sulla fauna, disegnati completamente con la grafite, vengono evidenziate con maestria sottili e fitte linee che uniformemente creano manti degli animali, erba, fiori e piccoli arbusti che li circondano, magnifiche vedute in miniatura di ecosistemi marini dove guizzano pesciolini, coralli che proteggono la nascita di piccole tartarughe o polpi avvinghiati alla roccia coi loro tentacoli.



Nonostante le immagini delle sue opere derivino dalla natura, tuttavia l'artista riempie spesso spazi vuoti con parti derivanti dalle proprie inquisizioni o memorie.



Keller, spiega: "La mia curiosità sul mondo naturale è ciò che mi tiene in contatto col mio lavoro. Il disegno è il modo migliore che ho trovato per capire come funzionano gli organismi e gli ecosistemi. Per attirare qualcosa in modo realistico bisogna capire come si colloca nello spazio, come si muove, la meccanica dei suoi interni.
Così per me l'introduzione nel mondo naturale, significa inseguire una serie infinita di domande. Nella scala più specifica di ogni pezzo, questo può significare chiedere quanti embrioni siano nel guscio di una particolare specie di lumaca.
Su più larga scala, ho sviluppato corpi di lavoro che fanno grandi domande sul contatto visivo con il mondo naturale in modi che lo onorano e ispirano gli altri a proteggerlo"
.



Infatti, spesso i soggetti dell'artista di Portland sono collegati in un modo che potrebbe non essere conosciuto dal comune spettatore. Può quindi capitare che in un lavoro concentrato su fiori, si intravedano piante in pericolo in una zona particolare degli Stati Uniti.
Questa strategia porta ad una ricerca approfondita per comprendere appieno il lavoro della Keller e quindi far si che l'immagine finale non sia solo basata sull'estetica, ma una effettiva preoccupazione per il mondo naturale.



La Keller ha recentemente partecipato ad una settimana tra artisti, che con zaino in spalla e dormendo in tenda, si tuffano nella natura scambiando esperienze ed emozioni, chiamato Fire Signal nella foresta nazionale di Klamath.
Questa è stata una delle molte ispirazioni che hanno dato alla Keller spunti in più per la sua prossima mostra personale che il Swarm ha annunciato per questo mese presso la galleria Light Grey Art Lab di Minneapolis, inizierà dal 27 ottobre.



Potete tuffarvi nella natura e assaporare maggiormente la tecnica della Keller andando sulle sue pagine Instagram e Facebook.

giovedì 5 ottobre 2017

Raffinati busti in onice di Massimiliano Pelletti



L'artista italiano Massimiliano Pelletti lavora con una varietà di materiali tra cui marmo, bronzo e pietra.
Scolpisce con un tocco di contemporaneità eleganti busti e forme umane che evocano echi di sculture classiche.



Le anomalie dei materiali prescelti sembrano essere uno dei segni che maggiormente attraggono l'artista, poiché spesso accentua o addirittura evidenzia le loro incrinature, rotture o imperfezioni di colore.



Pelletti vive e lavora in provincia di Lucca, a Pietrasanta, culla d'importanza internazionale della lavorazione del marmo e del bronzo e crocevia di scultori provenienti da tutto il mondo.
E proprio a Pietrasanta già da bambino frequentando il laboratorio di famiglia, ha assorbito le tecniche per la lavorazione del marmo dal nonno Mario.



Tra le sue opere più intriganti vi sono le figure scolpite in onice bianco, dove i ruvidi bordi cristallini sono lasciati in gran parte intatti come una giustapposizione ai mezzi volti perfettamente scolpiti.



Non è dato sapere se i suoi studi filosofici presso l'Università di Pisa abbiano in qualche modo orientato la sua scelta di dividere la figura con una parte grezza e una lavorata, ma le opere sono un vero spettacolo sia come impatto visivo, sia come fonte di riflessione.
Pelletti sa come farci ragionare sulla possibile metamorfosi che chiunque di noi con pazienza, duro lavoro e soddisfazione finale, potremmo raggiungere. Proprio come uno scultore fa partendo da un anonimo pezzo di materia renderlo alla conclusione, qualcosa di sublime.



Si possono ammirare molti altri lavori dell'artista su Instagram e Artsy.